Archeologia

Un sarcofago di argilla, arte minoica, con figura di delfini all'interno. Heraklion, Creta, Grecia. fonte immagine Jebulon, da Wikipedia
Un sarcofago di argilla, arte minoica, con figura di delfini all'interno. Heraklion, Creta, Grecia. fonte immagine Jebulon, da Wikipedia

L'archeologia (dal greco ἀρχαιολογία, composto dalle parole ἀρχαῖος, "antico", e λόγος, "discorso" o "studio") è la scienza che studia le civiltà e le culture umane del passato e le loro relazioni con l'ambiente circostante, mediante la raccolta, la documentazione e l'analisi delle tracce materiali che hanno lasciato (architetture, manufatti, resti biologici e umani).

 

Venne definita in passato come scienza ausiliaria della storia, adatta a fornire documenti materiali per quei periodi non sufficientemente illuminati dalle fonti scritte. In alcuni paesi, e specialmente negli Stati Uniti d'America è stata sempre considerata come una delle quattro branche dell'antropologia (le altre tre essendo l'etnologia, la linguistica e l'antropologia fisica), avente come obiettivo l'acquisizione di conoscenza delle culture umane attraverso lo studio delle loro manifestazioni materiali.

 

L'archeologia è tradizionalmente suddivisa in discipline a seconda del periodo o della cultura oggetto di studio (ad esempio archeologia classica o archeologia industriale o paletnologia), oppure a seconda di particolari tecniche di indagine (archeologia subacquea o archeologia sperimentale), o di specifiche problematiche (archeologia urbana, archeologia teorica), o ancora sulla base del tipo di materiale esaminato (numismatica o epigrafia). La nozione di scoperta archeologica si è evoluta con il progredire dei metodi di indagine: alla ricerca dell'oggetto raro, ma le sue scoperte sono divenute sempre meno dipendenti dal caso o dall'intuizione.

Storia dell'archeologia

 

Nel corso della storia l'archeologia è diventata una disciplina autonoma ed ora è dotata di concezioni e metodologie proprie. La sua storia è stata parallelamente ritmata da una lunga serie di scoperte importanti, la cui interpretazione ha avuto ripercussioni sull'evoluzione delle concezioni sul passato terrestre e umano. In ogni epoca le culture si sono confrontate con i resti materiali delle civilizzazioni che le avevano precedute, ma non si può parlare di vera e propria scoperta archeologica finché i ritrovamenti non siano considerati segni che permettono di decifrare il passato. Anche la nozione di scoperta archeologica si è evoluta con il progredire dei metodi di indagine: alla ricerca dell'oggetto eccezionale e raro, cara agli antiquari e ancora presente nell'immaginazione del grande pubblico, si è sostituita l'indagine sul passato nei suoi aspetti più ordinari e quotidiani; parallelamente le scoperte sono divenute sempre meno dipendenti dal caso o dalla intuizione.

 

Etimologia

 

Il termine archeologia era già utilizzato dagli storici antichi, nel suo senso letterale di "discorso sul passato". Lo storico greco Tucidide utilizza in qualche caso le testimonianze materiali come prova per una ricostruzione del passato (i Cari avrebbero abitato in passato le isole dell'Egeo in quanto a Delo erano state rinvenute dagli ateniesi molte tombe antiche con oggetti e tipo di sepoltura simili a quelli utilizzati ancora ai suoi tempi da quella popolazione).

La nascita dell'archeologia

Ritratto di Ciriaco d'Ancona, di Benozzo Gozzoli Fonte immagine Benozzo Gozzoli da Wikipedia
Ritratto di Ciriaco d'Ancona, di Benozzo Gozzoli Fonte immagine Benozzo Gozzoli da Wikipedia

Per comprendere quale cambiamento di mentalià rappresentò la nascita dell'archeologia, bisogna ricordare che in Europa, durante il Medioevo, i cristiani ed i musulmani avevano modificato molti templi pagani per motivi religiosi, e che ancora nell'età Moderna le rovine dei monumenti antichi venivano usate come cave di pietra. Sopra e addosso ad esse erano stati costruiti ulteriori edifici ed in generale tali aree venivano utilizzate per i più diversi scopi, da cimiteri a fortezze: le vicende del Colosseo e del Teatro di Marcello sono particolarmente esemplificative di tutto ciò.

 

 

A partire dall'Umanesimo e dal suo interesse per il passato classico, si sviluppò un collezionismo di antichità greco-romane, dalle opere d'arte agli oggetti di uso comune.

In particolare, Flavio Biondo pubblicò tre guide documentate e sistematiche alle rovine dell'antica Roma, che gli diedero gran fama. Tuttavia gli oggetti antichi non erano ancora utilizzati ai fini di una ricostruzione storica, che si basava, invece, quasi esclusivamente sulle fonti scritte, ma erano valutati da un punto vista estetico, o di documentazione solo relativamente ad alcuni temi (ritratti di personaggi celebri, soggetti mitologici).

 

Nell'epoca degli antiquari visse Ciriaco d'Ancona (o Ciriaco Pizzecolli), considerato internazionalmente il fondatore in senso generale dell'archeologia. Egli fu umanista e viaggiatore e gli stessi suoi contemporanei lo chiamavano pater antiquitatis, cioè padre delle antichità, per il fatto che la sua ricerca incessante di testimonianze del mondo antico non era dettata da semplice curiosità, ma era invece finalizzata a "riportare in vita" (come lui stesso diceva) il passato romano e greco. Fu lui il primo a portare testimonianza nel mondo europeo dell'acropoli di Atene, dei geroglifici, delle piramidi egiziane e di molti altri siti archeologici, che incessantemente visitava riportandone schizzi grafici e relazioni scritte. Per questi motivi, Ciriaco d'Ancona è ancor oggi detto padre dell'archeologia. Ascoltiamo direttamente dalle sue parole ciò che lo animava:

 

« Spinto da un forte desiderio di vedere il mondo, ho consacrato e votato tutto me stesso, sia per completare l'investigazione di ciò che ormai da tempo è l'oggetto principale del mio interesse, cioè le vestigia dell'antichità sparse su tutta la Terra, sia per poter affidare alla scrittura quelle che di giorno in giorno cadono in rovina per la lunga opera di devastazione del tempo a causa dell'umana indifferenza… »

(Ciriaco d'Ancona)

 

Nel Rinascimento nacquero anche le prime collezioni archeologiche, la principale delle quali furono i Musei Vaticani. Esse costituirono un riferimento per tutti i successivi studiosi. La raccolta vaticana prese inizio dal ritrovamento casuale del Gruppo del Laocoonte in un campo di Roma. In effetti gli oggetti raccolti nelle collezioni per secoli saranno prevalentemente frutto di ritrovamenti casuali.

In quest'epoca vennero inoltre pubblicati ampi cataloghi di monumenti ed oggetti antichi illustrati da incisioni su rame. Fra di essi L'Antiquité expliquée et représentée en figures di Bernard de Montfaucon rimase per un secolo l'opera di riferimento.

 

Accanto all'interesse degli antiquari per le antichità classiche, si sviluppò durante l'età moderna anche quello per i resti preistorici, ad opera di studiosi come Michele Mercati e Nicolas Mahudel, che iniziarono ad interessarsi alle cosiddette "pietre di fulmine" o ceraunia, ovvero gli oggetti di pietra preistorici che venivano man mano rinvenuti casualmente e di cui si faticava a comprendere l'origine. In particolare il secondo propose per la prima volta la successione delle età della pietra, del bronzo e del ferro. Analogamente Bernard de Montfaucon pubblicò nel suo Les monuments de la monarchie française riproduzioni di monumenti megalitici accanto a quelle delle rovine classiche e dei monumenti medievali.

 

Per saperne di più : wikipedia.org/wiki/Archeologia