Poesia

« Solo la poesia ispira poesia » (Ralph Waldo Emerson)

Giacomo Leopardi Data di nascita: 29 giugno 1798, Recanati Data di morte: 14 giugno 1837, Napoli
Giacomo Leopardi Data di nascita: 29 giugno 1798, Recanati Data di morte: 14 giugno 1837, Napoli

La poesia è l'arte di usare, per trasmettere un messaggio, il significato semantico delle parole insieme al suono e il ritmo che queste imprimono alle frasi; la poesia ha quindi in sé alcune qualità della musica e riesce a trasmettere concetti e stati d'animo in maniera più evocativa e potente di quanto faccia la prosa. Siccome la lingua nella poesia ha una doppia funzione di vettore sia di significato sia di suono, di contenuto sia informativo sia emotivo, la sintassi e l'ortografia possono subire variazioni (le cosiddette licenze poetiche) se questo è utile ai fini della comunicazione complessiva.A questi due aspetti della poesia se ne aggiunge un terzo quando una poesia, anziché essere letta direttamente, viene ascoltata: con il proprio linguaggio del corpo ed il modo di leggere, il lettore interpreta il testo, aggiungendo una dimensione teatrale. Questo fenomeno, insieme alla parentela con la musica, viene sfruttato per esempio nei Lieder tedeschi, poesie sotto forma di canzone.Queste strette commistioni fra significato e suono rendono estremamente difficile tradurre una poesia in lingue diverse dall'originale, perché il suono e il ritmo originali vanno irrimediabilmente persi e devono essere sostituiti da un adattamento nella nuova lingua, che in genere è solo un'approssimazione dell'originale.


-La poesia è nata prima della scrittura: le prime forme di poesia erano orali, come l'antichissimo canto a batocco dei contadini e i racconti dei cantastorie. Nei paesi anglosassoni la trasmissione orale della poesia, era molto forte e lo è ancora tutt'oggi. Successivamente fu accompagnato dalla lira, strumento musicale utilizzato a quell'epoca.Nell'età romana la poesia era quantitativa, si basava cioè sull'alternanza tra sillabe lunghe e sillabe brevi: il metro più diffuso era l'esametro. Essa doveva essere letta scandendola rigorosamente a tempo, Dopo l'XI secolo il volgare, da dialetto parlato dai ceti popolari, viene innalzato a dignità di lingua letteraria, accompagnando lo sviluppo di nuove forme di poesia. In Italia la poesia, nel periodo di Dante Alighieri si afferma come mezzo di intrattenimento letterario e assume forma prevalentemente scritta: Intorno alla fine del quattrocento prese piede anche la poesia burlesca.Nel XIX secolo, con la nascita del concetto dell'arte per l'arte, la poesia si libera progressivamente dai vecchi moduli e compaiono sempre più frequentemente componimenti in versi sciolti, cioè che non seguono nessuno schema particolare e spesso non hanno nemmeno una rima.Via via che la poesia si evolve, si libera dai suoi schemi sempre più opprimenti per poi diventare forma pura d'espressione.Il concetto di poesia oggi è molto diverso da quello dei modelli letterari; molta della poesia italiana contemporanea non rientra nelle forme e nella tradizione, e il consumo letterario è molto più orientato al romanzo e in generale alla prosa, spostando la poesia verso una posizione secondaria.Inoltre, con l'avvento di internet e dei blog la produzione e il consumo della poesia sono aumentati notevolmente: secondo le fonti di internet, ogni anno 5 milioni di poesie vengono pubblicate sulla rete, in migliaia di siti di scrittura on-line.

Tessitura

Filatura e tessitura, miniatura francese del XV secolo
Filatura e tessitura, miniatura francese del XV secolo

La tessitura è l'arte di costruire un tessuto. Si ottiene con l'intreccio dei fili di ordito con quello di trama.Nel caso del tessuto più semplice, la tela, i fili di ordito (verticali) sono divisi in due serie, quelli pari e quelli dispari, aprendo le due serie, una in alto e l'altra in basso, si ottiene un varco (passo) in cui si inserisce il filo di trama (orizzontale), con lo scambio di posto delle serie, quella che era in alto va in basso e viceversa, si ottiene un incrocio che blocca il filo di trama, questo deve essere battuto, cioè schiacciato, contro la trama precedente andando a costituire il tessuto.Per costruire un tessuto si possono utilizzare molti mezzi, dai più semplici, un cartone dentellato, alcuni bastoni o una cornice di legno, a quelli più complessi come un telaio jacquard o uno industriale. Ovviamente la resa, cioè la qualità, la complessità e la dimensione del tessuto ottenuto è in relazione con le caratteristiche tecniche del mezzo utilizzato.

Nasce dalla necessità di soddisfare esigenze materiali basilari, come coprirsi, per difendersi dagli sbalzi di temperatura e dagli eventi atmosferici. La storia della tessitura segue passo passo quella dell'umanità, cercando di migliorare i manufatti e velocizzare il lavoro, l'uomo costruisce macchinari sempre più complessi, sino ad arrivare al punto, durante la rivoluzione industriale, in cui le macchine condizionano e determinano la vita di un'ampia fetta della popolazione europea occupata nel settore tessile.I primi tessitori apparvero nel neolitico, costruivano telai molto semplici, poco più di un'intelaiatura rettangolare in bastoni o pali di legno messa in posizione verticale. La tensione dei fili di ordito era ottenuta tramite pesi, in argilla o pietra, che si trovano numerosissimi negli scavi archeologici. Utilizzavano lino e altre fibre vegetali.Nell'antichità la tessitura era gestita in ambito familiare o con piccole imprese artigianali, ma già presso i Romani le fasi della lavorazione della lana e del lino cominciarono ad essere organizzate in officine specializzate in una sola lavorazione dove la manodopera era fornita dagli schiavi. Con la rete dei commerci giungevano in Italia materie prime e coloranti non solo dal Mediterraneo ma anche dall'oriente.Con il crollo dell'impero romano la tessitura ritorna a una gestione locale, solo verso la metà del XII secolo riprende con una produzione organizzata grazie alla confraternita degli Umiliati, dedita alla lavorazione della lana, che partendo dal Milanese costruì coi suoi conventi una prosperosa industria che si diffuse in tutto il nord Italia.Con la ripresa dei commerci l'industria della lana (forse l'unica produzione che poteva definirsi tale) diede ricchezza alle città che la praticavano (Milano, Vicenza, Bologna, Firenze) e potenza alle corporazioni che gestivano i vari settori (Arte di Calimala, Arte della Lana, Arte della Seta, Arte dei Tintori). Con la sua dedizione ai commerci è Firenze che si afferma come centro di importazione e esportazione dei manufatti di tessitura.Nel Rinascimento la tessitura raggiunge un alto livello tecnico, grazie anche all'importazione della seta, materiale finissimo, lucido e resistente, vengono prodotti tessuti preziosi: raso, damasco, broccato, velluto, con disegni complessi e aggiunte d'oro e argento.Nel XVIII secolo l'arte della tessitura vive i suoi anni migliori nel regno delle Due Sicilie quando, con Carlo di Borbone, vengono istituiti gli stabilimenti reali di San Leucio, a ridosso della reggia di Caserta, e vengono inviati in Francia i sarti napoletani per acquisire a pieno l'arte della tessitura.All'inizio del XIX secolo la produzione tessile si meccanicizza e razionalizza, Joseph-Marie Jacquard, francese, inventa il telaio Jacquard dove una scheda perforata comanda il movimento dei licci permettendo l'esecuzione di disegni molto complessi con il lavoro di un solo tessitore, il telaio esce da un ambito artigianale e domestico per diventare uno degli artefici della rivoluzione industriale.

Marionetta

« Prestigiose, piccole creature, dotate fin dalla nascita dei favori delle fate, le marionette hanno ricevuto dalla scultura, la forma; dalla pittura, il colore; dalla meccanica, il movimento; dalla poesia, la parola; dalla musica e dalla coreografia, la grazia e la misura dei passi e dei gesti; infine, dall'improvvisazione, il più prezioso dei privilegi, la libertà di dire ciò che si vuole. »(Magnin)

Pinocchio opera dell'artista  Jim Shore della Walt Disney
Pinocchio opera dell'artista Jim Shore della Walt Disney

La marionetta è un pupazzo in legno, stoffa o altro materiale, che compare in scena a corpo intero ed è mosso dall'uomo a distanza o con accorgimenti non visibili. Colui che allestisce gli spettacoli di marionette è detto marionettista, mentre il genere spettacolare è definito teatro delle marionette.A differenza della marionetta, il burattino è quel pupazzo che compare in scena a mezzo busto ed è mosso dal basso, dalla mano del burattinaio, che lo infila come un guanto.La marionetta è, nella cultura generale, il pupazzo più elegante e vario: nella cultura orientale, come ad esempio la balinese e la giapponese, le marionette erano riccamente e finemente decorate, costruite spesso in materiali pregiati come avorio o porcellana finissima. Per la loro costituzione a figura intera, inoltre, si adattano meglio alla decorazione con vesti e suppellettili. Per questo motivo c'è una sottile propensione a dividere il teatro delle marionette come spettacolo più fine e ricercato mentre il teatro dei burattini è considerato maggiormente popolare: mentre i protagonisti del teatro delle marionette saranno, in larga parte ma non necessariamente, personaggi di alto rango, i burattini incarneranno maschere popolari spesso mutuate dalla Commedia dell'Arte.A lungo il teatro delle marionette è stato assimilato al teatro dei burattini e, più in grande, al teatro ragazzi, intendendo con il termine tutta la produzione spettacolare indirizzata ad un pubblico meno che adolescenziale. Solo recentemente queste forme di spettacolo, rivalutate nel loro valore artistico, sono state assimilate nella dicitura teatro di figura[2], con il quale si indicano le forme di spettacolo che utilizzano fantocci e pupazzi come soggetto dell'azione scenica.
La storia delle marionette è di difficile stesura poiché il genere, da sempre considerato minore, era affidato ad artisti che di rado stesero memorie o diari. Essendo spesso il marionettista anche artigiano e non uomo di spettacolo, la mancanza di fonti storiche non deve stupire. Nella memoria collettiva, però, numerosi artisti, eruditi e storici hanno riportato notizie sull'utilizzo delle marionette a scopo ludico, religioso o spettacolare.A questo punto è necessario specificare che, nonostante la comprovata presenza di bambole meccaniche e fantocci a scopo divinatorio già nell'antichità, non tutta la critica si schiera dalla parte di coloro che collocano queste manifestazioni come assimilabili allo spettacolo delle marionette: sebbene ne costituiscano un antenato, mancano dell'estro del marionettista e dell'intento interpretativo a scopo drammaturgico.Nella Grecia classica Ateneo di Naucrati cita nei Deipnosophistai l'esistenza di un marionettista chiamato Potino, mentre Diodoro Siculo parla del principe Antioco di Cizico come di un gran collezionista ed amante di marionette, finemente e riccamente decorate di materiali preziosi.Nel teatro latino siamo a conoscenza di lignolae figurae, ossia marionette danzanti utilizzati a scopo spettacolare con intenti comici, costituiti da legno ma anche di terracotta, osso o avorio. Gli arti non erano sempre mobili, ma caratteristica comune era il foro che veniva praticato alla sommità del capo del fantoccio per potervi infilare una fune o un'asta che permettesse il movimento dello stesso.La caduta dell'Impero romano ed il successivo diffondersi del Cristianesimo come religione ufficiale non giovarono allo spettacolo teatrale in genere e meno che mai alle marionette, delle quali ci è pervenuto poco ma che di certo continuarono ad esistere e ad agire soprattutto all'interno delle mura domestiche come gioco e divertimento, slegandosi quindi da un contesto prettamente teatrale e rientrando nei giochi per l'infanzia. Nonostante ciò, alcune miniature di manoscritti mostrano proprio delle marionette, sovente con intento moralistico, abbigliate all'uso dei cavalieri ed intente nella rappresentazione dei duelli di questi ultimi. A volte, invece, le marionette erano protagoniste di presepi meccanici o comparivano in veste di rappresentanti di piccoli drammi sacri.Alla fine del medioevo, in tutta Europa era presente l'arte marionettistica, i cui repertori attingevano o alle storie sacre di derivazione biblica o ai cicli cavallereschi di ispirazione laica. Storie rappresentate dal XV secolo in poi che divennero cavalli di battaglia del teatro delle marionette e dei burattini furono le vicende di Genoveffa del Brabante - storia di una donna falsamente accusata dal consorte e da lui abbandonata in una foresta dove visse di stenti per sei anni, prima di dimostrare la propria innocenza - oltre che il Faust, I quattro figli Ayman, Bianca come la neve e La dama del Rossiglione. Saranno maggiormente la letteratura tedesca e francese ad influenzare i racconti sui quali si basavano le rappresentazioni. Dalla nascita del teatro moderno, intorno al XVI secolo, si potrà quindi parlare di un vero e proprio teatro delle marionette, con tanto di repertorio stabile[9], affidato alla memoria di marionettisti prima ambulanti e poi, nel corso dei secoli, stabili. Nell'Europa dell'est ed in Russia in particolar modo, al contrario del resto d'Europa, si sviluppa invece un repertorio basato sulla tradizione fiabesca orale che connotò in maniera particolare il teatro minimo, arricchendolo di elementi fiabeschi e fantastici di derivazione orientale. Un'influenza interculturale simile è ravvisabile nella produzione spettacolare della Spagna, sulla quale pesa fortemente la tradizione del mondo arabo.
Dal XVI secolo il teatro delle marionette, la cui storia corre parallela al teatro d'ombre ed al teatro dei burattini, diviene intrattenimento dei ceti bassi, non conquistando posti di rilievo nella storia del teatro. La nascita e lo sviluppo della Commedia dell'Arte, con le recite improvvisate su canovacci arricchirono il repertorio dei marionettisti. Nel XVII secolo abbiamo notizie certe dell'allestimento di spettacoli in case di nobili a scopo di intrattenimento mentre a Parigi la famiglia Nicolet possedeva un teatro in boulevard du Temple dove si produceva col teatro delle marionette, sempre più ingegnosamente arricchite grazie ai prodigi della tecnica coeva.
Nell'Ottocento il teatro di marionette divenne un genere di intrattenimento anche del ceto borghese. A Roma il Teatro Fiano produceva addirittura spettacoli di marionette con musica, che inizia ad essere sempre maggiormente presente negli allestimenti. Luogo deputato per le messinscene rimarranno però a lungo le piazze e le strade, soprattutto in occasione di fiere, sagre e festività: se da una parte, infatti, la nascita e la diffusione dei teatri pubblici favorì una più ampia diffusione dei generi, va da sé che il teatro minimo restò in secondo piano, alternando momenti di più alto e più basso godimento e popolarità. Il Romanticismo arricchirà nuovamente i repertori grazie all'inserimento di mete esotiche.

Computer grafica

Soldatessa al Computer Games
Soldatessa al Computer Games

La computer grafica (derivante dal termine inglese computer graphics o CG, anche nota in italiano come grafica digitale) è la generazione e manipolazione di immagini per mezzo del computer. È anche «quella disciplina che studia le tecniche e gli algoritmi per la visualizzazione di informazioni numeriche prodotte da un elaboratore».La computer grafica nasce per scopi industriali e militari nella 2ª metà degli anni sessanta, pertinenza esclusiva di computer dotati di grande potenza di calcolo e di componenti elettronici dedicati (detti schede video o sottosistemi grafici).A partire dalla 2ª metà degli anni ottanta, pur continuando ad esistere sistemi professionali e dedicati, si sono diffusi i personal computer, con una sempre maggiore capacità tecnologica per l'elaborazione e visualizzazione di immagini (vedi per es. l'home computer Commodore Amiga).Negli anni novanta la computer grafica è ormai dominio consolidato di tutti i computer con la diffusione di schede video di grande versatilità e potenza. Col passare degli anni, grazie all'evoluzione dell'informatica e all'abbassamento dei prezzi, i PC permisero a molte persone l'accesso alla computer grafica. Al giorno d'oggi è infatti parte integrante di una moltitudine di ambiti professionali e di consumo come i videogiochi, il ritocco fotografico, il montaggio di filmati, l'industria cinematografica ("film d'animazione digitale" ed effetti speciali dei film), la tipografia (impaginazione di giornali e riviste, anche detta desktop publishing), la progettazione grafica (CAD) nelle industrie metalmeccanica, elettronica, impiantistica ed edile, visualizzazione di dati tecnico/scientifici (CAE), sistemi informativi territoriali (SIT o GIS).