Arte naïf

Antonio Ligabue -  L'incontro   Olio su faesite cm 90x120
Antonio Ligabue - L'incontro Olio su faesite cm 90x120

Per Arte naïf (dal francese naïf, ossia "ingenuo") si intende l'arte creata da artisti che non hanno frequentato accademie o scuole. È caratterizzata da semplicità e mancanza di elementi o qualità che si possono riscontrare nell'arte degli artisti comuni. È simile all'Art Brut (e al suo sinonimo inglese Outsider art).

Esempio di arte naif italiana, Claudia VecchiarelliIl termine naïf fa presumere l'esistenza, paradossalmente, di un'accademia dietro a questo stile, di un manierismo educato che si sviluppa in questa corrente. Corrente artistica che si basa soprattutto su dipinti. In pratica, esiste una scuola di artisti naïf. Con il tempo è diventato uno stile accettato e criticato anche positivamente.Le caratteristiche dell'arte naïf sono una strana relazione tra le qualità formali del dipinto; ad esempio, le difficoltà nel disegnare e nel rendere la prospettiva risultano affascinanti e insolite e spesso offrono una visione nuova. Un uso forte degli schemi, il colore non curato o rifinito e la semplicità, piuttosto che la sottigliezza sono i cardini, i punti chiave dell'arte naïf. È diventata tanto popolare e riconoscibile che molti esempi potrebbero essere chiamati pseudo-naïf.Arte primitiva è un altro termine spesso legato alle opere create da artisti che non hanno intrapreso una scuola formale. Ciò si distingue dal movimento dell'arte primitiva, che è cosciente della propria posizione. Un altro termine legato, ma non completamente simile, all'arte naïf è la Folk art. c'è da dire che l'arte naif non è mai stata capita fino in fondo, oggi sembra sprofondare e in un certo senso accantonata per dar luce a tutto ciò che di contemporaneo possiamo avere.

Art Nouveau

« L'opera di tutti e quattro fu messa assieme, giudicata e studiata attraverso la sola qualità ovviamente comune a tutti: la novità; così ebbe origine il nome Art Nouveau» (Henry van de Velde)

L'Art Nouveau (Arte Nuova, in italiano) è stata una filosofia e uno stile artistico che interessò le arti figurative, l'architettura e le arti applicate. Ebbe origine e diffusione in Europa tra il 1890 e il primo decennio del Novecento.Il movimento, conosciuto internazionalmente soprattutto con la denominazione francofona, assume localmente nomi diversi ma dal significato di fondo affine, tra i quali: Style Guimard, Style 1900 o Scuola di Nancy (Francia), Arte Modernista o Modernismo in Spagna, Modern Style in Gran Bretagna, Jugendstil ("Stile giovane") in Germania, Nieuwe Kunst nei Paesi Bassi, Styl Młodej Polski (Stile di Giovane Polonia) in Polonia, Style sapin in Svizzera, Sezessionstil in Austria, Secesija in Serbia e Croazia, Modern in Russia. In Italia si diffonderà inizialmente con la denominazione Stile Floreale ma, successivamente, sarà noto come Liberty, dal nome dei magazzini inglesi di Arthur Lasenby Liberty, che vendevano stampe e oggetti erotici[senza fonte] che si ispiravano a forme fitofalli, che diverranno tipiche di questa nuova corrente artistica.

 

Il nome fu coniato da Henry van de Velde. L'Art Nouveau si configurò come stile ad ampio raggio, che abbracciava i più disparati campi – architettura, progettazione d'interni, gioielleria, design di mobili e tessuti, utensili e oggettistica, illuminazione, arte funeraria, eccetera. Il movimento trae le sue origini dall'ideologia estetica anglosassone delle Arts and Crafts, che aveva posto l'accento sulla libera creazione dell'artigiano, come unica alternativa alla meccanizzazione e alla produzione in serie di oggetti di dubbio valore estetico. L'Art Nouveau, rielaborando questi assunti, aprì la strada al moderno design e all'architettura moderna. Un punto importante per la diffusione di quest'arte fu l'Esposizione Universale svoltasi a Parigi nel 1900, nella quale il nuovo stile trionfò in ogni campo. Ma il movimento si diffuse anche attraverso altri canali: la pubblicazione di nuove riviste, come L'art pour tous, e l'istituzione di scuole e laboratori artigianali. Lo stile raggiunse probabilmente il suo apogeo durante l'Esposizione Internazionale d'Arte Decorativa Moderna di Torino nel 1902, in cui furono esposti i progetti di designer provenienti dai maggiori paesi europei, tra cui gli oggetti e le stampe dei famosi magazzini londinesi di Arthur Lasenby Liberty. Il nuovo stile assume nelle cittadine o nelle metropoli di provincia un carattere di ribellione, provocatorio e antiaccademico. A Monaco, Darmstadt e Weimar in Germania le secessioni spesso assumono una sfumatura antiprussiana, in contrapposizione anche allo scenografico, pomposo e spesso di cattivo gusto stile "guglielmino"; a Bruxelles, dove si hanno le prime manifestazioni mature del nuovo movimento, soprattutto come esigenza di uscire dall'ombra della grande vicina Parigi. Il caso di città come Nancy, Glasgow e Chicago è leggermente differente: sono infatti seconde città che ambiscono ad un ruolo più importante nel paese dal punto di vista economico ed industriale. Conosceranno infatti tutte e tre verso la fine del XIX secolo un intenso sviluppo e registreranno un vertiginoso aumento demografico. Stessa situazione per una città come Barcellona, a cui però si aggiunge il fattore nazionalistico che in un certo senso accomuna il modernismo catalano alle espressioni dello Jugendstil in Finlandia. Comunque, anche se il movimento dell'Art Nouveau si pone in rottura con la tradizione, non sono estranei i motivi dell'arte tradizionale del posto, che verranno accolti più o meno ovunque, soprattutto a Barcellona, Monaco e in Finlandia. L'Art Nouveau, comunque, non sarà estraneo alle grandi capitali come Praga, dove abbiamo la grande figura di Mucha, Parigi, dove avrà luogo l'Esposizione del 1900 e Guimard progetterà le stazioni della metropolitana, Berlino, dove nel 1898 nascerà la secessione attorno alla figura di Munch, e Vienna, dove gli artisti della secessione daranno un nuovo aspetto alla città.

Arte Nucleare

Enrico Baj - Parata a sei - 1964
Enrico Baj - Parata a sei - 1964

L'Arte nucleare è un movimento artistico nato nell'ambito europeo negli anni cinquanta
Il cosiddetto Movimento Arte Nucleare nasce a Milano nel 1951, quando Enrico Baj e Sergio Dangelo organizzano una mostra alla Galleria San Fedele dal titolo emblematico di "Pittura Nucleare". Nel febbraio del 1952 a Bruxelles, in occasione della mostra alla Galleria Apollo, Baj e Dangelo fondano ufficialmente il movimento e pubblicano il Manifesto tecnico della Pittura nucleare. A questi primi due si aggiungono poi Joe Colombo, Leonardo Mariani, Antonino Tullier, Enzo Preda, Ettore Sordini, Angelo Verga e altri artisti che gravitano nell'ambiente artistico milanese. Negli anni seguenti importante sarà l'apporto anche del napoletano Gruppo 58, formatosi attorno a Guido Biasi, Franco Palumbo, Mario Colucci, Mario Persico e Lucio Del Pezzo.Nel Manifesto della Pittura Nucleare si legge:« i Nucleari vogliono abbattere tutti gli "ismi" di una pittura che cade inevitabilmente nell'accademismo, qualunque sia la sua genesi. Essi vogliono e possono reinventare la Pittura. Le forme si disintegrano: le nuove forme dell'uomo sono quelle dell'universo atomico. Le forze sono le cariche elettroniche. La bellezza ideale non appartiene più ad una casta di stupidi eroi, né ai robot. Ma coincide con la rappresentazione dell'uomo nucleare e del suo spazio. [...] La verità non vi appartiene: è dentro l'atomo. La pittura nucleare documenta la ricerca di questa verità. »Il Movimento nucleare italiano ebbe anche una ben marcata impronta internazionale, grazie anche alle frequentazioni di artisti come Arman, Yves Klein, Antonio Saura, e Asger Jorn.Vari furono i manifesti redatti, tra cui si ricorda quello "Contro lo stile", firmato da Baj nel 1957, in cui si vuole contrastare e distruggere lo stile manieristico in pittura, e affermare l'irripetibilità dell'opera d'arte, invitando a scegliere tra l'essere tappezzieri o pittori.
« Noi ammettiamo come ultime possibili forme di stilizzazioni le "proposizioni monocrome" di Yves Klein (1956-1957): dopo di ciò non resta che la "tabula rasa" o i rotoli di tappezzeria di Capogrossi. Tappezzieri o pittori: bisogna scegliere [...] Noi affermiamo l'irripetibilità dell'opera d'arte »(Contro lo stile, Manifesto nucleare, Milano, settembre 1957)

Il linguaggio espressivo usato dagli aderenti al gruppo dei nucleari si basa sull'adozione delle tecniche utilizzate dall'automatismo surrealista in linea con l'esperienza europea dovuta alla pittura informale dell'espressionismo astratto.Le opere che nascono in questo periodo risentono fortemente dei tragici eventi della seconda guerra mondiale e soprattutto degli effetti devastanti della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki.I Nucleari furono preceduti dagli Eaisti, un gruppo di pittori e poeti livornesi, guidati dal pittore Voltolino Fontani, che dell'Eaismo fu l'ideatore. Tra gli altri asserti, si legge infatti nel Manifesto dell'Eaismo, che gli Eaisti non: "concepiscono l'arte come un rifugio da iniziati e come un'oasi in cui rinchiudersi lungi dal travaglio complesso dell'umanità" e che l'Eaismo "non avrà punti di contatto con i movimenti artistici odierni".L'opera di Fontani "Dinamica di assestamento e mancata stasi", 1948, in cui si raffigurano radiazioni atomiche appena dopo una esplosione nucleare, testimonia l'affinità delle tematiche eaiste con quelle del movimento milanese, che non nascondono però le notevoli divergenze di pensiero.L'Eaismo, in particolare, faceva esplicito riferimento all'Era atomica, espressione importata dagli Stati Uniti, dove era stata coniata dal giornalista William L. Laurence, ed impiegata poi dall'economista Virgil Jordan, nonché dallo scrittore Wilbur M. Smith nel suo libro "This atomic age and the word of God" (1948)Parallelamente al lavoro del Movimento nucleare e degli Eaisti si sviluppò quello isolato di Salvador Dalí, che nel 1951 diede alla luce il "Manifesto mistico". Il pittore spagnolo peraltro già nel 1945 aveva realizzato un quadro nucleare cui aveva dato il titolo di "Idillio atomico".La contesa tra i tre gruppi per la primogenitura dei propri movimenti si fece tesa, tanto che Enrico Baj e Sergio Dangelo denunciarono per plagio Salvador Dalí, e la stessa cosa fece Voltolino Fontani nei confronti del Movimento nucleare italiano