Collage

Henri Matisse  - La Tristesse du roi (Sorrows of the King), 1952
Henri Matisse - La Tristesse du roi (Sorrows of the King), 1952

Il termine collage (dal francese) indica la tecnica utilizzata per la realizzazione di opere di ogni livello (scolastico, ludico, artigianale, artistico, per esempio di arte povera, etc.) prodotte per mezzo di sovrapposizione di carte, fotografie, oggetti, ritagli di giornale o di rivista. Con il tempo il termine ha iniziato ad indicare non solo la tecnica ma anche le opere stesse per metonimia.Queste opere o composizioni sono realizzate con l'utilizzo di materiali diversi incollati su un supporto che può essere di vario tipo ma generalmente rigido.

 

Il termine collage (dal francese) indica la tecnica utilizzata per la realizzazione di opere di ogni livello (scolastico, ludico, artigianale, artistico, per esempio di arte povera, etc.) prodotte per mezzo di sovrapposizione di carte, fotografie, oggetti, ritagli di giornale o di rivista. Con il tempo il termine ha iniziato ad indicare non solo la tecnica ma anche le opere stesse per metonimia.Queste opere o composizioni sono realizzate con l'utilizzo di materiali diversi incollati su un supporto che può essere di vario tipo ma generalmente rigido.
La tecnica del collage venne adottata agli inizi del Novecento per la creazione di opere d'avanguardia, principalmente da esponenti del Cubismo ed in particolare Braque e Picasso, che lo adottò sin dall'autunno del 1912 con i cosiddetti papiers collés, ma che oltre alla carta utilizzò ben presto anche pacchetti di sigarette, scatole di fiammiferi, carte da gioco. Si concretizzò una sorta di 'polimaterismo' che condusse sia ad una corrente Collage classica sfociante nel Futurismo e nell'Astrattismo di tendenza geometrica, sia ad una corrente collage a tre dimensioni, chiamata più esattamente assemblage che trovò grande spazio nei movimenti Neodada, nella Pop art e nel Nouveau realisme.Secondo molti il primo in assoluto a trasformare questa tecnica in una forma d'arte e a presentarla al pubblico fu John Heartfield nel 1924 che la usò come terribile arma satirica contro Hitler e il Nazismo, applicandosi prevalentemente su materiale fotografico. George Grosz, ricorda nei suoi scritti: «Quando John Heartfield ed io inventammo il fotomontaggio, nel mio studio, alle cinque di una mattinata di maggio nel 1916, nessuno dei due aveva idea delle sue enormi potenzialità, né della strada spinosa ma piena di successo che ci avrebbe aspettato. Come spesso succede nella vita eravamo inciampati in un filone d'oro senza nemmeno accorgercene».Tra gli altri precursori ricordiamo Raoul Hausmann, Hanna Höch, Paul Citroen, Michael Mejer e in genere tutti gli artisti di riferimento di movimenti come Bauhaus e Dada e addirittura il Surrealismo: Max Ernst, ad esempio utilizzava per i propri lavori incisioni b/n di inizio secolo.Il collage viene utilizzato anche dai futuristi italiani e da numerosi artisti lungo il corso del ventesimo secolo, tra questi è giusto ricordare Robert Rauschenberg, uno dei principali maestri di questa tecnica, denominata più precisamente combines e nome di spicco della Pop Art che mette in evidenza oggetti e frammenti della vita quotidiana nello spirito del movimento stesso

 

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CO.BR.A.

Asger Jorn, Karel Appel, Constant, Corneille e Erik Nyholm, "emendamento è sul lavoro di Richard Mortensen" (1949). Olio su tela, 42,5 x 62,2 centimetri.
Asger Jorn, Karel Appel, Constant, Corneille e Erik Nyholm, "emendamento è sul lavoro di Richard Mortensen" (1949). Olio su tela, 42,5 x 62,2 centimetri.

CO.BR.A è stato un movimento artistico d'avanguardia europeo attivo dal 1948 sino al 1951. Il nome fu coniato nel 1948 da Christian Dotremont, facendolo derivare dalle iniziali del nome delle città dei vari componenti: Copenaghen, Bruxelles, Amsterdam.[1]CO.BR.A venne formato dalla mescolanza dal gruppo Reflex fiammingo, dal gruppo astratto surrealista danese Høst, dal gruppo belga "Revolutionary Surrealist Group" e Noiret, dal movimento nucleare italiano. Il gruppo tenne due grandi esibizioni: una al Stedelijk Museum ad Amsterdam nel 1949; la seconda al Palais des Beaux-Arts a Liège nel 1951. La principale caratteristica del gruppo CO.BR.A risiede nella pittura semiastratta, utilizzando colori molto brillanti, violente pennellate e figure umane distorte, ispirate all'arte primitiva, ed ai motivi fantastici e grotteschi caratteristici della cultura nordeuropea, molto simile all'Action Painting americano. Ne risultò una visione animistica del quadro, paragonabile ad un essere vitale. Questo gruppo è considerato una pietra miliare dell'Espressionismo astratto europeo e svolse un ruolo importante per il superamento del contrasto figurazione-astrazione tipico di quegli anni.Attualmente esiste un museo dedicato al gruppo CO.BR.A. ad Amstelveen, in Olanda, che mostra i lavori di Karel Appel e diversi altri artisti internazionali d'avanguardia.

 

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Color field

Lucio Fontana - Concetto Spaziale -La fine di Dio 1963 -
Lucio Fontana - Concetto Spaziale -La fine di Dio 1963 -

Il Color field (o color field painting. In inglese: Pittura a campi di colore) è un movimento pittorico caratterizzato dall'uso di grandi tele di canapa coperte interamente da estensioni invariate di colore, che escludono qualsiasi interesse per il valore del segno, della forma o della materia
La definizione è dovuta al critico Clement Greenberg che la utilizzò per la prima volta nel 1955. Il color field è collegato al Suprematismo e in parte alla corrente sviluppatasi negli stessi anni, l'espressionismo astratto. Le origini della pittura a campi di colore si può ricondurre agli anni venti, all'artista russo Kazimir Malevic, esponente del suprematismo; nella sua poetica l'arte doveva essere la "supremazia della forma", espressa attraverso la purezza dei colori e forme geometriche elementari. Il color field painting è un'accezione molto generica per essere una corrente artistica, dato che si è manifestata in modi molto diversi, a seconda della nazione in cui si è sviluppata. Si può dividere pertanto in due grandi tendenze: una, il cui più grande esponente è Mark Rothko, nella quale si tendeva a utilizzare contrasti tra diversi campi di colore. Le opere di Rothko sono infatti caratterizzate da fasce di due o tre colori contrastanti tra di loro, rappresentate come entità gassose. Un'altra tendenza riguarda invece lo studio di un solo colore, e la ricerca del monocromo. Il più grande artista di questa tendenza è stato Yves Klein, che approfondì gli studi sul blu, fino a brevettarne una particolare sfumatura, oggi chiamata blu Klein. Notevoli anche le ricerche di artisti italiani come Lucio Fontana ed Enrico Castellani, appartenenti al movimento spazialista, e a Piero Manzoni, che approfondì il tema dell'assenza di colore, attraverso una serie di opere chiamate Achrome. Ebbe una rilevante importanza la rivista fondata dall'artista milanese, Azimuth, che approfondì le poetiche legate ai campi di colore.

Dadaismo

Dada Siegt 1920 acquarello e collage su carta tessuta, incollata su pannello, 23 5/8 x 17 3/4" collezione privata
Dada Siegt 1920 acquarello e collage su carta tessuta, incollata su pannello, 23 5/8 x 17 3/4" collezione privata

Il Dadaismo o Dada è una tendenza culturale nata a Zurigo, nella Svizzera neutrale della Prima guerra mondiale, e sviluppatosi tra il 1916 e il 1920. Il movimento ha interessato soprattutto le arti visive, la letteratura (poesia, manifesti artistici), il teatro e la grafica, che concentrava la sua politica anti bellica attraverso un rifiuto degli standard artistici attraverso opere culturali che erano contro l'arte stessa. Il dadaismo ha inoltre messo in dubbio e stravolto le convenzioni dell'epoca: dall'estetica cinematografica o artistica, fino alle ideologie politiche; ha inoltre proposto il rifiuto della ragione e della logica, ha enfatizzato la stravaganza, la derisione e l'umorismo. Gli artisti dada erano volutamente irrispettosi, stravaganti, provavano disgusto nei confronti delle usanze del passato; ricercavano la libertà di creatività per la quale utilizzavano tutti i materiali e le forme disponibili.
Il Dadaismo o Dada è un movimento culturale nato nel 1916 a Zurigo, nella Svizzera neutrale della Prima guerra mondiale, e sviluppatosi tra il 1916 e il 1920. Il movimento ha interessato soprattutto le arti visive, la letteratura (poesia, manifesti artistici), il teatro e la grafica, e ha concentrato la sua politica antibellica mediante un rifiuto degli standard artistici attraverso opere culturali che erano contro l'arte stessa.Il dadaismo ha inoltre messo in dubbio e stravolto le convenzioni dell'epoca: dall'estetica cinematografica o artistica fino alle ideologie politiche; ha inoltre proposto il rifiuto della ragione e della logica, ha enfatizzato la stravaganza, la derisione e l'umorismo. Gli artisti dada erano volutamente irrispettosi, stravaganti, provavano disgusto nei confronti delle usanze del passato; ricercavano la libertà di creatività per la quale utilizzavano tutti i materiali e le forme disponibili.La situazione storica in cui il movimento ha origine è la fine della Prima Guerra Mondiale, quando la situazione politica era pessima e i conflitti sociali esasperati; l’inclinazione sovversiva di Dada trova il terreno giusto con un gruppo di intellettuali europei che si rifugia in Svizzera per sfuggire alla guerra. Questo gruppo è formato da Hans Arp, Tristan Tzara, Marcel Janco, Richard Huelsenbeck e Hans Richter.Il loro esordio ufficiale è fissato al 5 febbraio 1916, giorno in cui viene inaugurato il Cabaret Voltaire fondato dal regista teatrale Hugo Ball. Alcuni di loro sono tedeschi, come il pittore e scultore Hans Arp, altri rumeni, come il poeta e scrittore Tristan Tzara o l’architetto Marcel Janco. Dada è infatti ormai pensata e diretta interamente da Tzara. Egli non è solo il direttore ufficiale ma anche l’ideatore e unico organizzatore; è sempre lui a sponsorizzare la seconda fase, quella di Galerie Dada (17 marzo 1917), nella quale il movimento gira verso uno standard un po’ più conforme a quello del resto dell’avanguardia creando una “Nuova arte astratta“, con esposizioni di opere di artisti cubisti ecc. Tzara si schiera anche contro il cubismo e il futurismo, che considera alla stregua di “accademie”. Marcel Duchamp (1887-1968), molto colpito dalla diffusione di prodotti industriali, già nel 1913 crea la prima opera dada con un oggetto “la ruota della bicicletta”.Le serate al Cabaret Voltaire non sono molto diverse dalle serate organizzate dai futuristi: in entrambe vi è l’intento di stupire con manifestazioni inusuali e provocatorie, così da proporre un’arte nuova e originale. Hausmann, Grosz, Heratfield, formano il club dada berlinese, di protesta politica contro la società borghese e nazionalità di quegli anni, e realizzano manifesti e volantini con la tecnica del fotomontaggio cercando nuove forme per esprimere nuovi contenuti. “Il dadaista è la persona totalmente attiva che vive solo d’azione”. I due movimenti, Futurismo e Dadaismo, hanno diversi punti comuni, come l’intento dissacratorio e la ricerca di meccanismi nuovi del fare arte.Hanno anche qualche punto di notevole differenza: soprattutto il diverso atteggiamento nei confronti della guerra. I futuristi, nella loro posizione interventista, sono tutto sommato favorevoli alla guerra, mentre ne sono del tutto contrari i dadaisti. Questa diversa impostazione conduce a una facile, anche se non proprio esatta, valutazione per cui il futurismo è un movimento di destra, mentre il dadaismo è di sinistra. Altri punti in comune tra i due movimenti sono l’uso dei manifesti quale momento di dichiarazione di intenti.Vediamo i contenuti principali del dadaismo. Innanzitutto la parola Dada, che identificò il movimento, non significava assolutamente nulla. Già in ciò vi è una prima caratteristica del movimento: quella di rifiutare ogni atteggiamento razionalistico. Il rifiuto della razionalità è ovviamente provocatorio e viene usato come una clava per abbattere le convenzioni borghesi intorno all’arte. Pur di rinnegare la razionalità, i dadaisti non rifiutano alcun atteggiamento dissacratorio. Tutti i mezzi sono idonei per giungere al loro fine ultimo: distruggere l’arte. Distruzione assolutamente necessaria per poter ripartire con una nuova arte, non più sul piedistallo dei valori borghesi, ma coincidente con la vita stessa e non separata da essa.Il movimento, dopo il suo esordio a Zurigo, si diffonde ben presto nel 1916 in Europa, soprattutto in Germania e quindi a Parigi. Il dadaismo fu la più radicale delle avanguardie storiche: si schierò contro la guerra e la cultura occidentale, e si schierò contro le avanguardie artistiche che l’avevano preceduto.Benché il dadaismo sia un movimento ben circoscritto e definito in area europea, vi è la tendenza di far ricadere nel medesimo ambito anche alcune esperienze artistiche che, negli stessi anni, ebbero luogo a New York e negli Stati Uniti. L’esperienza dadaista americana nacque dall’incontro di alcune notevoli personalità artistiche: il pittore francese Marcel Duchamp, il pittore e fotografo americano Man Ray, il pittore franco-spagnolo Francis Picabia e il gallerista americano Alfred Stieglitz.La vita del movimento è abbastanza breve. Del resto non poteva essere diversamente. La funzione principale del dadaismo era quello di distruggere una concezione oramai vecchia e desueta dell’arte. Questa è la funzione che svolge, ma per poter diventare proposita necessitava di una trasformazione: ciò avvenne tra il 1922 e il 1924, quando il Dadaismo scomparve e nacque il Surrealismo.