Cubismo

Pablo Picasso I tre musicisti 1921
Pablo Picasso I tre musicisti 1921

Cubismo è un'espressione con cui si è soliti designare una corrente artistica ben riconoscibile, distinta e fondativa rispetto a molte altre correnti e movimenti che si sarebbero successivamente sviluppate. Tuttavia il cubismo non è un movimento capeggiato da un fondatore e non ha una direzione unitaria. Il termine "cubismo" è occasionale: nel 1908 Matisse osservando alcune opere di Braque composte da "piccoli cubi" le giudicò negativamente, e Louis Vauxcelles l'anno dopo le chiamò "bizzarrie cubiste". Da allora le opere di Picasso, Braque e altri vennero denominate cubiste.Si può tuttavia individuare in Paul Cézanne un pittore che nelle sue solitarie sperimentazioni è stato in grado di prefigurare quelli che saranno lo stile, la visione e le tematiche cubiste. Partendo dalla semplificazione delle forme di Cézanne e dall'osservazione dell'espressività delle maschere africane, alcuni artisti iniziarono ad operare una scomposizione della figuratività e, attraverso un'etichetta non proprio lusinghiera imposta da un critico esterno al gruppo (nello specifico, da Louis Vauxcelles in una recensione del 1908 comparsa su Gil Blas), questi artisti giungono alla scomposizione dell'oggetto, abbandonando completamente la visione prospettica e naturalistica.I primi pittori propriamente cubisti sono considerati, per le opere che separatamente crearono nello stesso lasso di tempo (durante il 1907) Georges Braque e Pablo Picasso, in quell'anno Braque visitò la retrospettiva su Paul Cézanne presentata in occasione del Salon d'automne ed ebbe modo di conoscere Picasso, che stava lavorando al quadro "Les Demoiselles d'Avignon" . Nel 1911, lavorando assieme, i due pittori realizzarono opere molto simili: "Ma Jolie" e "La portoghese". Essendo frammentate e definite in forme geometriche le due figure non erano più praticamente riconoscibili. Gertrude Stein disse in proposito che nell'arte cubista "l'incorniciatura della vita, la necessità che un dipinto esista nella sua cornice e rimanga nella sua cornice erano superate".Oltre a questi due indiscussi geni, Daniel-Henry Kahnweiler, che fu loro gallerista, include nel novero dei "quattro grandi", ma in generale unici cubisti: Juan Gris e Léger. "Non a loro può richiamarsi lo scadere nell'ornamentazione e nella bella scrittura priva di senso che si viene oggi affermando in qualità di pittura accademica del nostro tempo. Michelangelo non è responsabile degli armadi in stile rinascimentale - ha detto Picasso alcuni decenni fa".Oltre a loro ne hanno fatto parte: Guillaume Apollinaire, Robert Delaunay, Marcel Duchamp, suo fratello Raymond Duchamp-Villon, Jacques Villon, Francis Picabia, Gino Severini. Altri importanti autori del periodo furono Albert Gleizes, Jean Metzinger, Marie Laurencin, Max Weber, Louis Marcoussis, Roger de la Fresnaye, František Kupka, Léopold Survage e Félix Tobeen.

 

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Le 3 fasi del Cubismo

Opera di Georges Braque
Opera di Georges Braque

Nel cubismo si possono individuare tre tappe:Protocubismo (1907-1909): la fase che quasi precede il reale cubismo; i volumi e lo spazio sono semplificati e resi come fossero solidi geometriciCubismo analitico (1909-1912): considerato la prima vera e propria fase del cubismo; nel cubismo analitico gli oggetti vengono guardati da vari punti di vista, sopra, sotto, dentro, fuori, di profilo e rappresentati contemporaneamente sulla tela. Il colore perde il suo valore descrittivo diventando neutro e non c'è più distinzione tra figura e sfondo.Cubismo sintetico (1912-1921): Il cubismo sintetico rivoluziona il concetto stesso di quadro portandolo ad essere esso stesso «realtà» e non «rappresentazione della realtà». E allora il processo dell'opera non ha inizio attraverso l'osservazione del reale, ma si creano sulla tela forme geometriche semplici variamente composte, in intersezione, orientate in vario modo e solo in un secondo momento queste suggeriscono oggetti reali. La realtà viene dunque sintetizzata, creata nell’immagine. Gli oggetti sulla tela non sono più copia del reale, esistono nel momento in cui vengono concretizzati nell’immagine pittorica, di essi c’è solo il concetto formale. In questo modo l’artista arriva a creare forme che non hanno più alcun rapporto con quelle già note, anche se di esse conservano a volte alcune caratteristiche distintive e in qualche modo sempre ben riconoscibili.

Cubismo Orfico

Fernand Léger Natura morta con un boccale di birra 1921
Fernand Léger Natura morta con un boccale di birra 1921

Il cubismo orfico (od orfismo) è un movimento pittorico sviluppatosi in Francia nei primi anni del 1910. Deve il suo nome allo scrittore e critico francese Guillaume Apollinaire[1], che lo aveva scelto per definire il gruppo di artisti chiamati Section d'Or, su suggerimento di Jacques Villon. Tra loro vi erano anche i suoi fratelli, Raymond Duchamp-Villon e Marcel Duchamp, e, inoltre, Roger de la Fresnaye, Fernand Léger, Marie Laurencin.Questa compagnia aveva l'obiettivo di rappresentare dei quadri che avessero rigorosi rapporti geometrici tenendo comunque conto della vitalità del colore presente in essi.Section d'Or fu anche il titolo della rivista che crearono e del Salon col quale esordirono a Parigi nel 1912.Questi artisti erano soliti riunirsi nella casa parigina di Jacques Duchamp, sita nel sobborgo di Puteaux.Tutti avevano sviluppato una visione del cubismo diversa da quella del così detto gruppo di Montmartre (rappresentato principalmente da Picasso e Braque): le composizioni incominciarono ad essere completamente create dal pittore e non tratte dalla realtà, il colore tornò parte essenziale del dipinto, non più finalizzato alla mera scomposizione dei volumi. Il cubismo orfico influenzerà il movimento futurista, soprattutto per quel che riguarda il movimento, la velocità, e le nuove tecniche pittoriche basate sulla simulazione della cronofotografia (in quegli stessi anni Giacomo Balla stava facendo sperimentazioni fondamentali in tal senso).

Décollage

Mimmo Rotella -  Batman  Decollage con strappi fatti a mano 100x70 cm
Mimmo Rotella - Batman Decollage con strappi fatti a mano 100x70 cm

Il décollage è una tecnica artistica che consiste nel procedimento opposto al collage. Invece di aggiungere degli elementi all'opera, si parte da un oggetto artistico dal quale vengono staccate delle parti.Tra i primi sperimentatori di questa tecnica furono Mimmo Rotella, Wolf Vostell, François Dufrene, Raymond Hains, Jacques Villeglé. Vi sono però opinioni discordanti su chi sia stato realmente il primo ad utilizzarla. Il dualismo verte tra i due capisaldi di tale sperimentazione "neo Dada", Rotella e Hains. Comunque pare che sia stato Rotella [senza fonte] il primo ad esporre, a Roma, nel 1955, il cosiddetto manifesto lacerato.Esso sta a rappresentare la protesta nei confronti di una situazione sociale che ormai "sopravvive" tra i falsi miti del consumismo nel secondo dopoguerra. Come i tagli di Fontana, come le combustioni di Burri, come le Merda d'artista di Piero Manzoni, Rotella utilizza il décollage per garantire ad una comunità artistico-culturale della seconda metà del 900, un ulteriore studio concettuale, per riscoprire un'arte classica con una semplice azione sistematica, ripetitiva, lacerante, esplicativa

 

De Stijl

De Stijl (che in olandese significa Lo stile), anche conosciuto con il nome di Neoplasticismo (in olandese: Nieuwe Beeldende), è un movimento artistico fondato in Olanda nel 1917.Il termine neoplasticismo è comparso per la prima volta nell'ottobre del 1917 con la pubblicazione del primo numero della rivista De Stijl fondata da Theo Van Doesburg. Questo termine è stato utilizzato da Piet Mondrian e Theo van Doesburg nella pubblicazione del Manifesto De Stijl per descrivere la loro forma d'arte: astratta, essenziale e geometrica.
Nella teoria neoplastica oltre alle tecniche tradizionali viene accantonata anche la distinzione fra le arti.« Nella poetica neo-plastica è estetico il puro atto costruttivo: combinare una verticale ed una orizzontale oppure due colori elementari è già costruzione. È il principio in cui credono ugualmente un pittore come Mondrian, uno scultore come Vantongerloo, architetti come G. T. Rietveld, J. J. Oud, C. van Eesteren. »(Giulio Carlo Argan)

Divisionismo

Pomeriggio nelle Alpi di Giovanni Segantini (1893)
Pomeriggio nelle Alpi di Giovanni Segantini (1893)

Il divisionismo non si può definire un movimento pittorico perché non vi sono regole scritte da rispettare per dipingere con questo stile. Si sviluppò in Italia a partire dall'ultimo decennio del XIX secolo e si evolse per un periodo piuttosto lungo. Secondo alcuni studiosi trovò il suo esponente principale in Pellizza da Volpedo, secondo altri in Giovanni Segantini. I principi che ne codificarono le direttive furono delineati da Gaetano Previati, che ne sviluppò le linee influendo sia sul territorio ligure che su quello lombardo.L'atto ufficiale che sancisce la nascita del divisionismo è alla Triennale di Milano dove, nel 1891 viene esposto il quadro "Le due madri" di Giovanni Segantini.Il divisionismo prese anche spunto dal "Pointillisme" (Puntinismo) francese. Quest'ultimo, derivato dalla corrente impressionista, accostava nella tela attraverso puntini e non pennellate, colori puri senza mischiarli. In Italia l'applicazione alla pittura delle nuove scoperte scientifiche relative al tema del colore non avviene nel modo strettamente ortodosso, fedele alle leggi della mescolanza ottica e ai principi della forma, come in Francia (Seurat). Diversi sono, infatti, i precedenti pittorici e l'ambito culturale: in Francia, l'Impressionismo; in Italia la Scapigliatura e il Decadentismo.La tecnica del pointillisme consentiva di ottenere la massima luminosità accostando i colori complementari ma rivelava anche un interesse scientifico. Infatti, con tale tecnica l'artista si prefiggeva di ottenere la scomposizione del colore quale quella che si riteneva essere allora, sulla scorta delle ultime acquisizioni scientifiche, la scomposizione ed acquisizione "naturale" dei colori a livello retinico. Secondo tale principio, sarà la retina dell'osservatore a dover ricomporre tonalità e sfumature derivate dalla pittura "per punti", come avviene fisiologicamente quando guardiamo un bosco e, ad esempio, le mille tonalità di verde delle foglie e delle piante. Queste, infatti, ci appariranno distinte in loro prossimità, mentre tenderanno sempre più ad "unificarsi" per tonalità omogenee non appena le si osserverà di lontano. A tale proposito, tuttavia, va precisato che l'interesse scientifico rivolto al colore ed alla sua percezione prese relativamente meno forza nel divisionismo rispetto al pointillisme. Nel divisionismo, infatti, i puntini diventano filamenti frastagliati che invece di accostarsi spesso si sovrappongono (in tal senso, sono chiari gli spunti che indirizzano verso il dinamismo futurista).Dalla scapigliatura lombarda della metà dell'Ottocento viene invece mutuato l'interesse antiaccademico che contrasta l'arte consacrata dalla tradizione, il contenuto mitologico e storico, le forme classicheggianti o puriste, privilegiando invece il ritratto di introspezione psichica o sentimentale comuni anche al Realismo. Per la tecnica pittorica caratterizzata da contorni sfumati, colore spumoso, forte contrasto chiaroscurale, la Scapigliatura viene accostata all'Impressionismo, ma se ne diversifica per l'acuta sensibilità e l'intimismo dell'interpretazione.Verso la fine del secolo, l'aggravarsi dei problemi sociali viene registrato dagli artisti i cui contenuti pittorici si fanno più tragici, la scienza, invece che sanare la triste condizione delle masse, diventa mezzo per accrescerne lo sfruttamento. L'arte è ora interpretata come una via di salvezza, per cui si estende ad ogni aspetto della vita (da notare gli sviluppi in Inghilterra con i Preraffaelliti). Contro il Positivismo si assiste alla rivalutazione della filosofia di Schopenhauer, anche attraverso il pensiero di Nietzsche, secondo la quale il mondo fenomenico è ritenuto pura apparenza, mentre solo la contemplazione artistica consente il contatto con la verità. Secondo lo Spiritualismo di fine secolo, la natura è percorsa da forze vitali, identificate nella forma artistica della linea curva, serpentina.L'artista si rifugia nell'interiorizzazione del rapporto arte/natura, che interpreta con sottolineature diverse, accentuandone il significato simbolico evocativo, che si concretizza nelle diverse tecniche, applicazioni del Divisionismo. In questo senso, se il pointillisme si ricollega al Positivismo, la teoria divisionista ne diventa una sorta di antitesi. Per Previati:« Compito dell'artista non è quello di copiare letteralmente tutto ciò che si vede, ma è una funzione intellettiva sulle forme e i colori del vero... L'artista deve anzitutto rinunciare alla speranza di ritrovare nel mondo esteriore il quadro già composto. La verità dell'arte è lontana dalla contraffazione del vero. »Il tratteggio, già adottato nei disegni e nelle incisioni, diventa pennellata direzionale, che spesso si avvolge su se stessa, filamento arabescato, che asseconda le forme, si piega in matasse di luce/colore, dall'andamento spesso circolare, a spirale, a sezione di cerchio, perché la luce è vita. Nell'interpretazione di Previati si ravvisano più esplicitamente, sia nel valore di segno dei soggetti, sia nell'uso della linea curva, i caratteri propri del Simbolismo (Maternità 1891; Il sogno 1912). Segantini, in Così penso e sento la pittura per "Cronaca d'arte" di Milano del 1 febbraio 1891, attribuisce all'arte un valore religioso. "Letteratura, musica, pittura, ...formeranno la trinità dello spirito. Un forte sentire, a contatto della natura...Ecco che le tematiche si differenziano dalla corrente francese puntinista: sebbene in un primo periodo vennero riproposti paesaggi e scenari all'aria aperta, questi lasciarono posto a problematiche sociali e vita quotidiana (sviluppo certamente già presente nei macchiaioli toscani) in particolare nel caso di Pelizza e Plinio Nomellini i cui interessi artistici si intrecciarono all'attivismo socialista. Nel caso di Previati invece profonde riflessioni su temi religiosi.