Minimalismo

Outmane Amahou serie di Poster Minimalisti
Outmane Amahou serie di Poster Minimalisti

La Minimal Art è la principale tendenza che negli anni Sessanta fu protagonista del radicale cambiamento del clima artistico, caratterizzata da un processo di riduzione della realtà, dall'antiespressività, dall'impersonalità, dalla freddezza emozionale, dall'enfasi sull'oggettualità e fisicità dell'opera, dalla riduzione alle strutture elementari geometriche.Il termine fu coniato nel 1965 dal filosofo dell'arte inglese Richard Wollheim nell'articolo intitolato, appunto, Minimal Art,all'interno della rivista Arts Magazine. Egli parla di "riduzione minimale", ma nel senso del contenuto artistico, relativamente a lavori dove entrano in gioco oggetti al limite indistinguibili dalla realtà quotidiana, oppure forme ed immagini con valenze anonime e impersonali, citando da un lato i ready made di Duchamp, che sono un punto di riferimento fondamentale per quello che riguarda la componente concettuale di ogni operazione riduzionista e dall'altro Reinhardt, dal quale trae l'aspetto relativo alla riduzione purista della pittura e la sua concezione dell'arte per l'arte", tesa all'eliminazione di tutto ciò che viene percepito come essenziale.

Neoclassicismo

« Il Neoclassicismo è una corrente del gusto che ha subìto una lunga elaborazione teorica prima di esplodere nella breve e intensa fioritura dello stile Impero, dopodiché si è disgregato sotto l'azione dei fermenti romantici che recava in sé fin dalle origini »(Mario Praz)

Jacques-LouisDavid, Il giuramentodegli Orazi,1784-1785
Jacques-LouisDavid, Il giuramentodegli Orazi,1784-1785

Neoclassicismo è il nome dato ad un movimento culturale sviluppatosi in Europa e in America tra il XVIII ed il XIX secolo. Il neoclassicismo fu variamente caratterizzato ma ben riconoscibile nelle varie arti, nella letteratura, in campo teatrale, musicale e nell'architettura e arti visive.Il neoclassicismo nacque come reazione al tardo barocco e al Rococò; come dice il termine esso fu caratterizzato da uno sviluppato interesse per l'arte antica, in particolar modo verso quella greco-romana, con il desiderio di ritornare alla magnificenza di quello stile alimentato dal pensiero illuminista. Fondamentale fu il contributo dell'archeologo, storico dell'arte Johann Joachim Winckelmann e del pittore e storico dell'arte Anton Raphael Mengs. Inoltre, grande influenza nello sviluppo dello stile Neoclassico ebbero gli scavi di Pompei, avviati intorno al 1740 da Carlo di Borbone, re di Napoli, che ispirarono tra gli altri Luigi Vanvitelli.

 

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Nuova oggettività Arte

Skat di Otto Dix, 1920
Skat di Otto Dix, 1920

La Nuova oggettività (in tedesco Neue Sachlichkeit) è stata un movimento artistico nato in Germania alla fine della prima guerra mondiale che coinvolse principalmente la pittura.L'anno più importante per il movimento fu probabilmente il 1925, quando si tenne una mostra d’arte a Mannheim dedicata alla Nuova oggettività.Ebbe punti di contatto più o meno marcati con il realismo, il neoclassicismo, l’espressionismo, il dadaismo e il surrealismo. In particolare, fu come reazione all’espressionismo che alcuni artisti cercarono la rappresentazione della realtà senza trucco; questi artisti, disillusi e pieni di cinismo e di rassegnazione nel tragico dopoguerra tedesco, volevano osservare le cose concrete con amara acutezza e con una lucidità descrittiva quasi glaciale, usando l’arte come un’arma, come un freddo specchio teso alla società malata e corrotta. La Nuova oggettività si distingue tuttavia dal realismo, in quanto conserva una certa componente emotiva, tipica della tradizione culturale tedesca: è per questa componente che alcuni particolari vengono accentuati all’estremo ed intensificati espressivamente.La Nuova oggettività terminò con la fine della Repubblica di Weimar e con la presa del potere da parte dei nazisti, che consideravano la Nuova oggettività come arte degenerata: fu allora che numerosi artisti emigrarono, per lo più verso gli Stati Uniti.

 

In pittura la Nuova oggettività fa parte di quel vasto fenomeno di rinnovato interesse per la realtà tangibile che caratterizza la situazione artistica europea intorno al 1920, con la corrente dei Valori plastici in Italia e con la parentesi neoclassica in Francia.All'interno della Nuova oggettività si possono distinguere due gruppi: una corrente verista e una corrente più classica. Nonostante le loro divisioni, entrambi i rami sentivano la stessa necessità di tornare al reale ed al quotidiano, dopo l’eccesso soggettivista dell'espressionismo.


Orfismo

Robert Delauny, serie della Torre Eiffel, 1909-1912
Robert Delauny, serie della Torre Eiffel, 1909-1912

L'Orfismo è uno dei fenomeni religiosi misterici più importanti della Grecia antica, dal VI secolo a.C. in poi.L'orfismo ha una radice comune con i misteri eleusini e il culto degli Oracoli di Delfi. Si tratta di un fenomeno religioso che elabora una propria dottrina, un sistema sapienzale (misteriosofia) intorno a contenuti, categorie e personaggi desunti dagli ambiti più propriamente religiosi. Il collegamento stretto, presente nell'orfismo, tra divinità e corpi celesti - Zeus-Giove, etc. - dimostra come l'orfismo abbia a sua volta radici anteriori e molto antiche, che ne potrebbero collegare la dottrina a fonti egizie e mesopotamiche.La parola deriva da Orfeo, mitico sacerdote del culto di Dioniso. Alcuni elementi della leggenda di Orfeo sono narrati da Ovidio nelle Metamorfosi (capitoli X e XI), nella sezione dedicata ad Orfeo ed Euridice.La conoscenza dell'orfismo è molto migliorata negli ultimi due secoli, grazie alle scoperte archeologiche che ne rivalutano l'interesse registrato in età umanistica presso l'Accademia Platonica Fiorentina (e, in particolare, da parte di Pico della Mirandola). Alcune dottrine proprie dell'orfismo rappresentano un filo conduttore della cultura europea, la cui traccia più evidente è data dall'influenza sull'immaginario e sulla letteratura.

 

Non è semplice definire con precisione l'epoca iniziale della diffusione dell'orfismo. È sicuro che l'orfismo è una delle prove più evidenti della connessione tra le dottrine greche più arcaiche e la sapienza egizia e mesopotamica (sul punto, vanno ricordate le ricerche di Giovanni Semerano e le evidenze archeologiche poste in rilievo dai testi gnostici).Il suo sviluppo e diffusione toccano un apogeo in un periodo di forte contrasto politico-sociale, tra il VI e il IV secolo a.C., quando molte delle oligarchie e delle monarchie del mondo greco cadono, in favore, prima, delle democrazie e, in seguito, delle tirannidi: un'epoca di forte trasformazione sociale, dove il popolo acquista una forte coscienza dei propri diritti. L'orfismo, dunque, potrebbe aver dato voce al desiderio di liberazione da regimi sanguinari, diventando una sorta di "sacro rifugio" per gli spiriti più illuminati, nel quale agli adepti era promesso conforto nel presente e libertà eterna nel futuro.Questo movimento religioso incontrò in effetti molta simpatia tra il popolo, ma anche presso le tirannidi più illuminate, che si appoggiavano al popolo per rovesciare le strutture di potere oligarchiche e aristocratiche. È nota, infatti, la presenza di teologi orfici presso le corti dei tiranni (ad esempio un certo Onomacrito - fondatore della comunità orfica ateniese - viveva presso la corte dei Pisistratidi).La tradizione poetica che riguarda l'orfismo è stata a lungo considerata perduta: alcuni ritrovamenti archeologici più recenti rendono possibile un inquadramento storico e dottrinale più completo di quello raggiunto in passato.