Realismo

Giuseppe Pellizza da Volpedo  -   Il quarto stato (1901), olio su tela, 293x545 cm, Milano, Civica Galleria d'Arte Moderna
Giuseppe Pellizza da Volpedo - Il quarto stato (1901), olio su tela, 293x545 cm, Milano, Civica Galleria d'Arte Moderna

Il Realismo è una corrente artistica sviluppatasi in Francia negli anni 40 del XIX secolo e che vede in Gustave Courbet il suo principale esponente; sono inoltre importanti le figure di Honoré Daumier e Jean-François Millet, oltre che di Rosa Bonheur e Henri Fantin-Latour.

 

Intorno al 1848, nasce in Francia il Realismo, un movimento pittorico e letterario che trova le sue radici nel positivismo, un pensiero filosofico che studia la realtà in modo scientifico. Il Realismo tentava di cogliere la realtà sociale; si voleva rappresentare una realtà cruda e nuda con meno allegorie e più attenzione verso i dati di fatto. Esso si fa più acceso negli anni successivi alla rivoluzione del 1848, che aveva risvegliato aneliti democratici in tutta Europa, arriva ai suoi massimi nel periodo del Secondo Impero, caratterizzato da un forte sviluppo economico e tecnologico della borghesia e dalla conseguente mentalità imprenditoriale. È in questo periodo che inizia anche a definirsi l'Impressionismo. La parola "Realismo" generalmente indica la traduzione fedele delle qualità del mondo reale nella rappresentazione artistica. Il Realismo, inteso come tendenza programmatica, invece, trova la sua esplicita affermazione nel 1856, anno in cui il pittore Courbet definisce i suoi ideali artistici in un opuscolo scritto in occasione dell'Esposizione Universale di Parigi: "Ho voluto essere capace di rappresentare i costumi, le idee, l'aspetto della mia epoca secondo il mio modo di vedere, fare dell'arte viva, questo è il mio scopo.". Courbet resterà per sempre il più grande pittore realista. La poetica realista traduceva in pittura il dilatarsi dell'interesse degli storici verso i problemi della società moderna. Infatti lo storico e filosofo Hippolyte Taine invitava a "vedere gli uomini nelle loro officine, negli uffici, nei campi, con il loro cielo,la loro terra, le case, gli abiti, le culture, i cibi", mentre lo scrittore Sainte-Beuve affermava: "la triade bello, vero e buono è certo un bel motto, ma inganna, se dovessi scegliermi un motto, sceglierei il vero".

 

Tale movimento si diffuse velocemente in Europa:In Italia i temi vennero ripresi da G. Toma e da Giuseppe Pellizza da VolpedoIn Germania da Adolph von Menzel e Wilhelm LeiblIn Belgio da Constantin MeunierNel XX secolo l'ideale inventato da Courbet venne poi ripreso da altre correnti come il muralismo messicano, il neorealismo italiano ed il realismo socialista, sviluppatosi a partire dagli anni trenta in Unione Sovietica con l'ascesa al potere di Stalin e di chiara connotazione politica.Nel dopoguerra a Milano, tra gli anni cinquanta e sessanta, un gruppo di giovani pittori diede vita alla tendenza del realismo esistenziale che riprese i temi del realismo rompendone gli schemi ideologici.Fra i più importanti quadri legati al realismoI piallatori di parquet, Gustave CaillebotteLa fonderia, Adolph von MenzelIl lavoro, Ford Madox Brown

Realismo magico

« il termine Realismo Magico talvolta si riferisce all'opera di pittori che servendosi di una perfetta tecnica realistica cercano di rendere plausibili e convincenti le loro visioni improbabili, onir

Felice Casorati - Ristratto di Silvana Cenni del 1922 - Tempera su Tela 105 x 205 Cm - Collezione Privata
Felice Casorati - Ristratto di Silvana Cenni del 1922 - Tempera su Tela 105 x 205 Cm - Collezione Privata

Realismo magico, è un termine che viene utilizzato sia per descrivere determinate opere letterarie, sia per indicare, nelle arti visive, una corrente pittorica della prima metà del Novecento.In letteratura distingue un filone letterario in cui gli elementi magici appaiono in un contesto altrimenti realistico.In pittura identifica una visione lucidamente attonita del reale.Il termine realismo magico può non essere visto solo come uno specifico movimento storico-geografico, infatti spesso viene inteso come un elemento di stile che può essere rilevato in una gran varietà di romanzi, poesie, dipinti e opere cinematografiche non solo del novecento.

 

Il termine Realismo magico fu utilizzato per la prima volta nel 1925 dal critico tedesco Franz Roh per descrivere l'insolito realismo, caratterizzato da un tersa e minuziosa resa dei dettagli dall'effetto straniante, dei pittori appartenenti alla corrente classica della Nuova oggettività, che si ispiravano alle correnti italiane del ritorno all'ordine degli anni venti, come Novecento, Valori plastici e la Pittura metafisica di De Chirico.In Italia la sua elaborazione si è dovuta allo scrittore Massimo Bontempelli ed i suoi principali esponenti sono stati Antonio Donghi, Felice Casorati e Cagnaccio da San Pietro. Questo movimento rifiutò i risultati delle avanguardie storiche per rifarsi alla tradizione nazionale, prendendo particolare spunto dalla tradizione figurativa della classicità rinascimentale italiana del Trecento e del Quattrocento. I tratti di questa corrente, soprattutto nei suoi esiti in Italia, sono di una resa della realtà precisa, curata nei particolari e ben definiti nello spazio; lo scenario è immobile, incantato, immerso in una magica sospensione; i personaggi vivono una situazione di classicità assorta e spesso dall'effetto inquietante.Nel Nord Europa il realismo magico si è espresso con istanze di più carica ed intensa drammaticità, come in Christian Schad e nei pittori della Nuova oggettività. In questo senso, il termine Realismo magico viene spesso utilizzato come sinonimo di post-espressionismo o di pittura di Ritorno all'ordine con elementi surreali[1].Ascrivibili a tale poetica visiva sono anche alcuni pittori americani degli anni trenta, come Ivan Albright, Paul Cadmus, George Tooker, influenzati in questo caso anche dal Precisionismo di Charles Sheeler e Georgia O'Keeffe e dall'opera di Edward Hopper.In seguito questo termine è stato spesso utilizzato per indicare quei tipi di pittura in cui gli oggetti sono raffigurati con estremo naturalismo, ma che, grazie all'aggiunta di elementi surreali o paradossali, danno alla rappresentazione un effetto sottilmente misterioso, trasmettendo un senso di irrealtà.Nel mondo anglofono questo termine si è diffuso grazie a una mostra dal titolo "Realisti americani e realisti magici", tenutasi nel 1943 presso il Museum of Modern Art di New York. Il direttore del museo, Alfred Barr, scrisse che

Rectoversion

Il termine Rectoversion (Rectoversione) è formato dalle parole "recto" (fronte) e "version" (versione). È basato su un neologismo francese che significa letteralmente "rotazione del lato frontale (recto)" e corrisponde alla tecnica pittorica che l'artista Michel De Caso utilizzò in Rectoversion (1991). Il movimento artistico dello stesso nome risale al 2002 ed il Cerchio Internet al 2004.Un dipinto "rectoversato" viene realizzato dipingendo su entrambi i lati del supporto pittorico che viene prima di tutto traforato. Questa proposizione artistica apre numerose questioni artistiche e filosofiche completamente legate al nostro tempo. Soprattutto tira in ballo la nozione di dipinto come "finestra aperta" che ha origine in particolare dal rinascimento.Alcuni artisti sono interessati al concetto di "Rectoversion". Essi si sono recentemente raggruppati attorno a Michel De Caso, formando il "movimento rectoversion, dall'anno 10 al 10.000". Tutti gli artisti di questo movimento hanno delle affinità con la Rectoversion, ma ognuno di essi porta la sua sensibilità, creatività e differenza. La Rectoversion non funziona con modalità volta alla fusione e basata sull'identità, ma si apre verso un'altra sfera, molteplice e contraddittoria.Ci sono stati rari esempi di dipinti a doppia faccia nel corso della storia dell'arte, ma il dibattito su quale sia il fronte (recto), il retro (verso) e la loro relazione reciproca, non è mai stato spinto così in là come nella Rectoversion.La "Rectoversion" mette in discussione la nozione della faccia visible (recto, diritto), della faccia nascosta (verso, rovescio) e dei loro rapporti reciproci. Propone inoltre un metodo critico della nozione filosofica di Dualismo. In questo modo la "Rectoversion" appare come un vero "Metadualismo" contemporaneo

 

Visita il sito Ufficiale : www.rectoversion.com

 

Rococò

Stile Rococò
Stile Rococò

Il rococò è uno stile ornamentale sviluppatosi in Francia nella prima metà del Settecento come evoluzione del tardo-barocco. Si distingue per la grande eleganza e la sfarzosità delle forme, caratterizzate da ondulazioni ramificate in riccioli e lievi arabeschi floreali. Sono espresse soprattutto nelle decorazioni, nell'arredamento, nella moda e nella produzione di oggetti.

Il termine "rococò" deriva dal francese rocaille, parola usata per indicare un tipo di decorazione eseguita con pietre, rocce e conchiglie, utilizzate come abbellimento di padiglioni da giardino e grotte. Il rococò nasce in Francia nel secondo ventennio del XVIII secolo, sotto il regno di Luigi XV.Caratterizzato da delicatezza, grazia, eleganza, gioiosità e luminosità si poneva in netto contrasto con la pesantezza e i colori più forti adottati dal precedente periodo barocco. I motivi Rococò cercano di riprodurre il sentimento tipico della vita aristocratica libera da preoccupazioni o del romanzo leggero piuttosto che le battaglie eroiche o le figure religiose. Verso la fine del XVIII secolo il rococò verrà a sua volta rimpiazzato dallo stile neoclassico.Rococò sembra essere una combinazione della parola francese rocaille (conchiglia, guscio) e della parola italiana barocco. Siccome questo stile ama le curve naturali come quelle presenti nelle conchiglie e si specializza nelle arti decorative, alcuni critici tendevano erroneamente a ritenerlo frivolo e legato alla moda. Il termine rococò fu accettato anche dagli storici dell'arte dalla metà del XIX secolo e sebbene ci siano ancora pretestuose discussioni riguardo al significato storico di questo stile, il rococò è ora largamente considerato come un importante periodo di sviluppo per l'arte e la cultura europea.

Storia del Rococò

Lo stile rococò francese fu inizialmente utilizzato nelle arti decorative e per il design degli interni. La successione di Luigi XV di Francia portò un cambiamento tra gli artisti di corte e in generale nella moda del tempo. Verso la fine del precedente regno, i ricchi motivi tipici del barocco stavano dando già spazio ad elementi più leggeri, con più curve e motivi più naturali.Questi elementi erano già evidenti e riscontrabili, ad esempio, nei progetti architettonici di Nicolas Pineau. Durante il regno di Luigi XV la vita di corte si allontanò dal palazzo di Versailles portando il cambiamento artistico nel palazzo reale e poi permettendo il suo diffondersi in tutta l'alta società francese. La delicatezza e la gioia dei motivi rococò sono stati spesso visti come reazione agli eccessi presenti nel regime di Luigi XIV.Il 1730 rappresentò il periodo di maggior vitalità e sviluppo del Rococò in Francia. Lo stile si sviluppò bene oltre l'architettura e investì anche l'arredamento, la scultura e la pittura (tra i lavori più esemplificativi vi sono quelli degli artisti Jean-Antoine Watteau e François Boucher).Il rococò mantenne ancora il sapore tutto barocco delle forme complesse e intricate ma da quel momento iniziò ad integrare diverse e originali caratteristiche quali l'inclusione di temi orientali o composizioni asimmetriche.Lo stile rococò si diffuse soprattutto grazie agli artisti francesi e alle pubblicazioni del tempo. Fu prontamente accolto nelle zone cattoliche della Germania, Boemia e Austria dove venne "fuso" con il barocco tedesco. In particolare nel sud, il rococò tedesco fu applicato con entusiasmo nella costruzione di chiese e palazzi; gli architetti spesso addobbavano i loro interni con "nuvole" di stucco bianco. In Italia lo stile tardo Barocco di Francesco Borromini e Guarino Guarini si è evoluto nel Rococò a Torino, Venezia, Napoli ed in Sicilia, mentre in Toscana ed a Roma l'arte rimase ancora fortemente legata al barocco.In Inghilterra il nuovo stile fu considerato come "il gusto francese per l'arte", gli architetti inglesi non seguirono l'esempio dei loro colleghi continentali, ciò nonostante l'argenteria, la porcellana e le sete furono fortemente influenzate dal rococò. Thomas Chippendale trasformò il design dell'arredamento inglese attraverso lo studio e l'adattamento del nuovo stile. William Hogarth contribuì a creare una teoria sulla bellezza del rococò; senza riferirsi intenzionalmente al nuovo stile, egli affermò nella sua Analisi della bellezza (1753) che le curve a S presenti nel rococò erano la base della bellezza e della grazia presenti in arte e in natura.
La fine del rococò inizia intorno al 1760 quando personaggi del calibro di Voltaire e Jacques-François Blondel muovono delle critiche alla superficialità e la degenerazione dell'arte. Blondel, in particolare, si lamentò dell'incredibile miscuglio di conchiglie, dragoni, canne, palme e piante nell'arte contemporanea. Nel 1780 il rococò smette di essere di moda in Francia e viene rimpiazzato dall'ordine e dalla serietà dello stile Neoclassico il cui portabandiera è Jacques-Louis David.Il rococò rimane popolare in provincia ed in Italia fino alla seconda fase del Neoclassicismo, il cosiddetto "stile Impero", quando grazie al governo napoleonico viene definitivamente spazzato via.Un rinnovato interesse per il rococò si ha tra il 1820 e il 1870. L'Inghilterra è la prima a rivalutare lo "stile Luigi XIV", così come venne erroneamente chiamato all'inizio, e a pagare grosse cifre per comperare gli oggetti rococò di seconda mano che si potevano trovare a Parigi. Ma anche artisti importanti come Delacroix e mecenati quali l'imperatrice francese Eugénie riscoprono il valore della grazia e della leggerezza applicata all'arte e al design.